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Polizza di responsabilità civile: non basta averla. Anche chi non è iscritto a un albo deve conoscere il proprio rischio e la propria protezione.

Tra i consulenti e tra coloro che svolgono attività specialistiche capita a volte di incontrare una convinzione che potrebbe sembrare logica ma che invece potrebbe, se non analizzata correttamente, creare problemi. Ed è questa: " Non essendo iscritto a un albo professionale, non ho l'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile professionale ." Dal punto di vista strettamente normativo, in molti casi può essere vero. Ma questa considerazione rischia di far perdere di vista un aspetto fondamentale: l'esistenza del rischio non dipende dall'iscrizione all'albo professionale. La responsabilità nasce dall'attività che si svolge e dalle conseguenze che un eventuale errore può provocare. Pensiamo, ad esempio, a un consulente che assiste un'azienda in materia di sicurezza sul lavoro, a un tecnico che redige una relazione, a un professionista che fornisce valutazioni o pareri specialistici. Anche quando l'attività esercitata non richiede neces...

Io sono coperto su tutto?

Quante volte noi assicuratori ci siamo sentiti dire dal nostro interlocutore che lui/lei è assicurato su tutto, oppure sono coperto su tutto quello che può succedere in caso di incendio, infortunio ecc.? E' possibile, intendo dire, esiste una polizza che ci assicura su tutto?  Naturalmente no. Chiunque vi dica il contrario mente sapendo di mentire. Le polizze sono contratti. E nei contratti si stabiliscono delle clausole entro le quali si muove tutta la copertura prevista. E fra queste ci sono i rischi esclusi. Questi sconosciuti.  E già perché spesso a questa parte della polizza non si dà la giusta importanza e ci si fida per lo più di quanto ci viene detto dell'assicuratore. Il quale però non è garantito che vada ad elencare proprio tutte le caratteristiche della polizza e anche se lo facesse siamo sicuri che passata una settimana, un mese o un anno di ricordarci proprio tutto quello che ci è stato illustrato? Certamente lui potrà rispondere alle vostre domande e vi darà un ...

Polizza infortuni del conducente

In questi giorni sta per essere varata la riforma sulla RCA in fatto di risarcimenti sulle micro lesioni nel ddl Concorrenza in discussione alla Camera. Al di là di quello che verrà fuori dalla discussione, relativamente a come verranno valutate le micro lesioni, colgo la palla al balzo per fare una riflessione sulla copertura in caso di danni fisici sulla polizza RCAuto  e sulla copertura infortuni del conducente.

La polizza di Responsabilità Civile (terzi) Auto copre i danni a terzi appunto e per tali si intendono anche i trasportati e limitatamente ai danni fisici anche ai familiari del Contraente della polizza.
La polizza RCAuto, recepisce l'articolo 129 del Codice della Strada che al comma 1  recita:
"Non è considerato terzo e non ha diritto ai benefici derivanti dal contratto di assicurazione obbligatoria il solo conducente del veicolo responsabile del sinistro..."

Quindi il conducente nel caso in cui sia egli stesso a causare un sinistro non ha nessuna copertura se dovesse, a seguito del sinistro in questione, aver subito danni fisici.

Per questo motivo è  importante dotarsi della polizza Infortuni del Conducente.

Questa copertura può essere aggiunta alla RCAuto al momento di fare la polizza, oppure può essere attivata una polizza a parte se ad esempio vi siete dimenticati d'inserirla al momento di fare la polizza RCAuto. I costi della polizza variano in base alle somme assicurate e alle garanzie inserite in copertura.

Vediamo che tipo di coperture ci sono su questa tipologia di polizza: 

le coperture base come il caso Morte e la Invalidità Permanente le trovate sempre, poi si possono aggiungere a queste il Rimborso spese di cura, la Diaria da ricovero, e alcune Compagnie hanno inserito su questa polizza anche la garanzia Rendita Vitalizia la quale si attiva in caso di Invalidità Permanente totale (cioè maggiore del 60% o del 66% a seconda della Compagnia). 

Ora ipotizziamo che vogliamo garantirci tutte le coperture di cui sopra. Quali somme per garanzia andremo ad assicurarci? Normalmente quando ci si pone questa semplice domanda, non sappiamo dare una risposta adeguata. 
In realtà vorremmo avere la massima copertura possibile al minor costo possibile.
Due cose spesso inconciliabili. La prima cosa da fare perciò è:
non  basarsi come parametro sul prezzo per dotarsi di questa copertura.

Il mondo assicurativo non è diverso da altri settori, e quindi ad un basso costo corrisponde quasi sempre una copertura bassa/scarsa. Quindi non fatevi ingolosire dalle offerte mirabolanti che vi vengono fatte specie "on line". 

Internet è una bella opportunità per tutti, ma sovente nasconde insidie da non sottovalutare.

Quali parametri usare allora, per dotarsi di una copertura adeguata? Non c'è una risposta che vale per tutti. Qui entriamo nel soggettivo e quindi ognuno dovrà fare una riflessione personale. 

La polizza danni in genere al verificarsi dell'evento per cui è stata stipulata la polizza sulla base delle somme assicurate, e della risarcibilità del danno a termini di polizza, andrà a liquidare una determinata somma.
La copertura sugli infortuni non fa eccezione, solo che la polizza infortuni del conducente non copre l'assicurato/contraente ma chiunque guidi quella determinata vettura assicurata in polizza.

Il Guidatore perciò è il soggetto su cui si concentra la polizza e la vettura è il mezzo su cui viene data copertura. Ora quando si fa questa polizza va valutato anche questo aspetto. Chi guida normalmente la macchina? Come va tutelato? Ci sono altre persone oltre al guidatore principale (che potrebbe essere il proprietario della macchina), che usano la vettura? E' sufficiente il capitale assicurato ad esempio alla voce invalidità permanente? E già ma come funzionano queste polizze?

Prendiamo in considerazione un esempio sulla Invalidità Permanente:

se alla voce Invalidità Permanente ci si è assicurati per 50.000 €  nel caso in cui a seguito del sinistro auto, il conducente (che potrebbe anche essere una persona diversa dal proprietario del veicolo) abbia subito un danno tale da procurargli una invalidità permanente, sulla base di quanto verrà accertato dal medico legale, gli verrà liquidata una certa somma, a seconda della tabella di valutazione del grado di invalidità  applicata in polizza.

Ecco che ci troviamo su un punto focale importante. 

Perché la tabella applicata è uno dei parametri da valutare per fare una scelta oculata.

Non tutti infatti sanno che esistono due tipi di tabella per la valutazione della invalidità permanente:
la tabella ANIA e la tabella INAIL.

L'avrete già capito immagino, una più vantaggiosa per l'Assicurato l'altra meno. Secondo voi queale delle due costa meno?

Come avviene il calcolo sulla tabella della invalidità e quali sono le differenze fra una e l'altra?

Prendendo per parametro l'intero corpo umano come 100%,  se una parte del corpo viene danneggiata in modo permanente gli verrà assegnata una percentuale in base all'importanza che riveste da un punto di vista fisico/anatomico/funzionale ecc.. Ecco come funziona:
per esempio in caso di danno che comporti la perdita totale del pollice mano dx in tabella ANIA viene valutato 18% (del capitale assicurato alla voce invalidità permanente) mentre nella tabella INAIL 28% vedete un po' voi se dieci punti percentuali fanno o meno la differenza. Infatti nel caso dei 50.000 € di cui sopra significa avere una liquidazione di 5.000 Euro in più o in meno a seconda della tabella scelta. Le tabelle in questione sono pubblicate sulle condizioni di polizza, ma le trovate anche "on line" vedi link qui sotto:
Ma non è tutto. E' possibile che in polizza la somma assicurata alla voce Invalidità Permanente sia gravata da una franchigia, che potrebbe essere nella migliore delle ipotesi del 3% o nella peggiore del 5%. 
Questo significa che al momento della liquidazione del danno se avete ad esempio una polizza che applica sulla Invalidità Permanente la franchigia 3% o 5%, nel caso di una microlesione (in genere sono valutate intorno  ai 2/3 punti percentuale) potreste essere non risarciti affatto.
Per fortuna esistono ancora Compagnie (poche) che non applicano la franchigia alla voce Invalidità Permanente su questa tipologia di rischio. Chissà  per quanto ancora?

Quindi tornando al nostro esempio se ci si è assicurati con una polizza infortuni del conducente con tabella ANIA e con franchigia 5% magari si è speso poco, ma in caso di danno si rischia di assaporare il gusto della beffa se non si è consapevoli della scelta fatta. Per questo la valutazione al momento di fare la polizza non va fatta solo sul costo.

Infine circa il capitale da assicurare nell'esempio di cui sopra la somma in ipotesi, potrebbe non essere adeguata. Perché se avete ad esempio fatto solo questa polizza infortuni e non una anche per la vita privata e/o per il lavoro se siete lavoratori autonomi, quella cifra sarebbe davvero poca cosa e non basterebbe certo a compensare per esempio, l'eventuale ridotta capacità lavorativa.

La stessa considerazione va fatta specie se a guidare la vettura invece è vostro figlio/a. Troppo spesso nel caso della polizza RCA dei figli si bada solo ai costi e non alle coperture. Salvo poi scoprire in caso di sinistro,che la copertura su quel tipo di danno non c'è. E quando invece la garanzia c'è, ci si rende magari conto che le somme assicurate sono esigue (per spendere meno infatti ci si è dotati di una copertura meno onerosa e quindi basic) e di conseguenza anche i risarcimenti.



  




 

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