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Visualizzazione dei post da 2026

Polizza di responsabilità civile: non basta averla. Anche chi non è iscritto a un albo deve conoscere il proprio rischio e la propria protezione.

Tra i consulenti e tra coloro che svolgono attività specialistiche capita a volte di incontrare una convinzione che potrebbe sembrare logica ma che invece potrebbe, se non analizzata correttamente, creare problemi. Ed è questa: " Non essendo iscritto a un albo professionale, non ho l'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile professionale ." Dal punto di vista strettamente normativo, in molti casi può essere vero. Ma questa considerazione rischia di far perdere di vista un aspetto fondamentale: l'esistenza del rischio non dipende dall'iscrizione all'albo professionale. La responsabilità nasce dall'attività che si svolge e dalle conseguenze che un eventuale errore può provocare. Pensiamo, ad esempio, a un consulente che assiste un'azienda in materia di sicurezza sul lavoro, a un tecnico che redige una relazione, a un professionista che fornisce valutazioni o pareri specialistici. Anche quando l'attività esercitata non richiede neces...

Pianificare i risparmi in questo periodo d'incertezza

Essere previdenti significa anche pensare a come risparmiare. Ma cosa significa oggi questa parola? Perché se una volta si poteva anche con poco creare un salvadanaio utile per le emergenze oggi non è più così come prima. Una volta gli stipendi si regolavano in base all'inflazione bene o male, oggi invece come sappiamo tutti gli stipendi sono fermi da almeno trent'anni, mentre nel resto d'Europa sono saliti del 33% (fonte Ocse) in Italia i salari reali sono addirittura scesi di circa  il 3%. Come sappiamo tutti in Italia però abbiamo il più alto livello di risparmio, gran parte di questi soldi sono investiti nel mattone, ma ce n'è una quota importante che rimane infruttifero nei conti correnti degli italiani.   Sono soldi che non lavorano, anzi stanno poco alla volta perdendo il loro potere d'acquisto, perché c'è una sanguisuga che sottrae ad essi la linfa vitale. Questa sanguisuga si chiama inflazione. E non solo questo. Nel tempo entra in gioco anche un'al...

L’Arbitro Assicurativo: quando il dialogo non basta

Capita, a volte, che tra un assicurato e la propria compagnia si crei una distanza difficile da colmare. Un sinistro liquidato in modo ritenuto non corretto, una clausola interpretata diversamente, una risposta che non arriva o che lascia più dubbi di prima. Nella maggior parte dei casi il confronto e il chiarimento risolvono tutto. In altri, invece, il cliente avverte la sensazione di non avere strumenti concreti per far valere le proprie ragioni. È proprio in questo spazio che si inserisce l’Arbitro Assicurativo.  Non si tratta di un tribunale, né di una scorciatoia per “fare causa” alla Compagnia. L’Arbitro Assicurativo nasce come strumento di equilibrio, pensato per offrire una valutazione imparziale delle controversie assicurative senza ricorrere alla giustizia ordinaria, con costi e tempi decisamente più contenuti. Prima di tutto il reclamo Un aspetto che spesso non è chiaro ai clienti è che l’Arbitro Assicurativo non rappresenta il primo passo, ma semmai l’ultimo. Prima di a...