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Polizza di responsabilità civile: non basta averla. Anche chi non è iscritto a un albo deve conoscere il proprio rischio e la propria protezione.

Tra i consulenti e tra coloro che svolgono attività specialistiche capita a volte di incontrare una convinzione che potrebbe sembrare logica ma che invece potrebbe, se non analizzata correttamente, creare problemi. Ed è questa: " Non essendo iscritto a un albo professionale, non ho l'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile professionale ." Dal punto di vista strettamente normativo, in molti casi può essere vero. Ma questa considerazione rischia di far perdere di vista un aspetto fondamentale: l'esistenza del rischio non dipende dall'iscrizione all'albo professionale. La responsabilità nasce dall'attività che si svolge e dalle conseguenze che un eventuale errore può provocare. Pensiamo, ad esempio, a un consulente che assiste un'azienda in materia di sicurezza sul lavoro, a un tecnico che redige una relazione, a un professionista che fornisce valutazioni o pareri specialistici. Anche quando l'attività esercitata non richiede neces...

Io sono coperto su tutto?

Quante volte noi assicuratori ci siamo sentiti dire dal nostro interlocutore che lui/lei è assicurato su tutto, oppure sono coperto su tutto quello che può succedere in caso di incendio, infortunio ecc.? E' possibile, intendo dire, esiste una polizza che ci assicura su tutto?  Naturalmente no. Chiunque vi dica il contrario mente sapendo di mentire. Le polizze sono contratti. E nei contratti si stabiliscono delle clausole entro le quali si muove tutta la copertura prevista. E fra queste ci sono i rischi esclusi. Questi sconosciuti.  E già perché spesso a questa parte della polizza non si dà la giusta importanza e ci si fida per lo più di quanto ci viene detto dell'assicuratore. Il quale però non è garantito che vada ad elencare proprio tutte le caratteristiche della polizza e anche se lo facesse siamo sicuri che passata una settimana, un mese o un anno di ricordarci proprio tutto quello che ci è stato illustrato? Certamente lui potrà rispondere alle vostre domande e vi darà un ...

Le polizze Unit Linked



Quando si tratta di risparmio/investimento, normalmente le Compagnie Assicurative sono più orientate ad offrire alla propria clientela, prodotti sicuri come le polizze vita a capitale garantito o a rendimento garantito le quali in genere hanno come fondo una Gestione Separata che è appunto un fondo gestito dalla Compagnia che investe in prevalenza in Titoli di Stato e quindi per definizione sicuro, anche perché essendo a gestione separata, il fondo non è intaccabile da eventuali creditori della Compagnia, e quindi gode di una doppia garanzia. 

Con la manovra Draghi del “Quantitative Easing” che ha portato i rendimenti dei Titoli di Stato a livello prossimo allo zero, le Compagnie Assicurative si stanno orientando verso prodotti alternativi da offrire alla propria clientela. 

Se i Titoli di Stato sono in ribasso per contro la Borsa da un po' di tempo a questa parte sta facendo registrare dei buoni risultati.  Vedi link: https://www.agi.it/economia/notizi/eurozona_settembre_fiducia_in_economia_al_massimo_da_4_anni-201509291113-eco-rt10038 

Questo stato di cose potrebbe essere sfruttato da chi intende comunque investire in qualcosa che consenta una buona possibilità di crescita. 

Ecco perché si stanno affermando sempre di più le polizze "Unit Linked". Che cosa sono? Sono polizze vita agganciate a Fondi Comuni Assicurativi, i quali sono analoghi ai fondi comuni d'investimento, ma gestiti/commercializzati dalle Compagnie Assicurative. Questi fondi si caratterizzano per il fatto che essendo comunque polizze assicurative, uniscono i vantaggi dei Fondi Comuni a quelli delle tradizionali polizze vita (impignorabilità, insequestrabilità, non entrano nell'asse ereditario ecc.). Basterebbe questo per optare verso queste forme di investimento? Forse no.

Quello che ce le fa apprezzare è la flessibilità, la possibilità cioè di poter incidere sull'investimento passando da una linea ad un'altra in modo da spostare gli equilibri del prodotto a proprio piacimento, di poter aumentare le somme da investire o diminuirle (sino al premio minimo di polizza), di poter sospendere il piano di accumulo e riprenderlo quando si vuole e non ultimo gli ottimi risultati in termini di performance che queste polizze in genere fanno registrare. Tutto bene allora? 

Naturalmente questi vantaggi hanno però un contraltare che è rapprensentato dal rischio. Queste polizze in genere non sempre hanno un paracadute d'emergenza (leggi garanzia del capitale o di rendimento) e quindi sono soggette anche al rischio perdita. 

In poche parole si può guadagnare bene, ma si può anche perdere altrettanto bene. 

Se non rischiate mai nulla e non lasciate niente al caso ma programmate ogni cosa minuziosamente, questi prodotti assicurativi non sono fatti per voi. 

Se invece siete disposti a giocarvi qualcosa pur di ottenere quello che vi siete prefissi, allora questo è il prodotto che potrebbe essere adatto al vostro profilo di rischio.  

Vediamo come funziona: 

La polizza solitamente è agganciata a dei fondi comuni*  (vedi definizione:  http://www.morningstar.it/it/glossary/101526/fondo-comune-di-investimento.aspx)
assicurativi che possono essere più o meno azionari, obbligazionari e anche monetari. Possono essere anche ETF (acronimo che sta per Exchange Trade Fund) 

i quali sono fondi che in genere replicano un indice di borsa (per esempio il DJ Eurostoxx 50 che comprende le prime 50 aziende per capitalizzazione quotate in borsa in Europa).

Questi fondi sono suddivisi in linee d'investimento. Per semplificare ne userò due: 
una linea a prevalenza di fondi azionari e una linea a prevalenza di fondi obbligazionari.

Quando si investe su un Fondo Comune i soldi investiti vanno ad acquistare delle quote del fondo in questione, le quali avranno un determinato prezzo. 

Ora ipotizziamo che il prezzo di partenza delle due linee sia lo stesso e cioè 10 € a quota. con mille Euro per esempio potrei acquistare 100 quote di una linea oppure potrei dividere i miei mille Euro a metà fra le due linee e comprare 50 quote di una linea e altre 50 dell'altra. Optiamo per quest'ultima ipotesi. A questo punto il gioco è fatto. Avete investito i vostri primi mille Euro nelle due linee d'investimento. 
Se la polizza è a premi ricorrenti, ad ogni scadenza anniversaria verranno investiti altri mille Euro e così via. 
Se la polizza è a premio unico no. Ma in queste polizze potrebbe essere prevista la possibilità di fare dei versamenti aggiuntivi e allora avrete la possibilità d'incrementare il vostro capitale investito in qualsiasi momento.

Come per i Fondi Comuni, anche i rendimenti dei Fondi Assicurativi sono pubblicati sui principali quotidiani finanziari oltre che sul sito della Borsa Italiana vedi link:


Quindi è facile seguirne gli andamenti.. 

Normalmente quando il mercato azionario sale, quello obbligazionario potrebbe scendere anche se non con le stesse proporzioni di quello azionario oppure potrebbe rimanere stabile, mentre potrebbe accadere l'opposto se il mercato azionario scende. 
Molto dipende dalla composizione dei fondi, ma in genere i gestori delle Unit Linked non si sbilanciano troppo ma rimangono prudenti anche nei casi in cui la linea sia in prevalenza composta da fondi azionari. A voi non resta che seguire l'andamento delle due linee tenendo presente che avete la possibilità di passare quando volete da una linea all'altra, una parte o anche tutte le quote acquisite.   Se saprete sfruttare bene questo meccanismo potrete trarne grandi vantaggi. 

Il suggerimento è questo: comprate più quote quando queste hanno valori bassi, e andate a consolidare le quote (spostandole sulla linea più obbligazionaria oppure riscattandone una parte) quando raggiungono rendimenti importanti. Stabilite voi quando è il caso di farlo questo è il bello della Unit Linked, non sarete in balia degli eventi, ma potrete fare qualcosa per ottimizzare l'investimento.Su queste polizze è bene non investire tutti i propri risparmi, ma solo quella parte che riterrete opportuna. La parola d'ordine è sempre quella: diversificare.

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