All'indomani del terremoto, la domanda che sorge spontanea è come mai in Italia che si trova ad essere un paese ad alta sismicità, non si sia pensato a rendere obbligatoria l'assicurazione contro i sinistri catastrofali?
In realtà ci si è pensato, solo che il disegno di legge giace in Parlamento. Già nel 2013 La Repubblica titolava nell'edizione del 07 Luglio:
"Imprese, spunta la polizza obbligatoria contro il sisma" Sottotitolo: "Il progetto del governo. Vicari:possibile defiscalizzazione dei premi. L'ANIA apre." Articolo che aveva questo incipit:
"Italiani popolo di terremotati. E abbandonati. Anche dallo Stato." L'articolo a firma di Agnese Ananasso, poteva benissimo fermarsi alla parola Stato.
E' successo qualcosa da allora ad oggi? No.
Intendiamoci la polizza contro il terremoto esiste, e si può fare. Molte Compagnie la fanno anche se con paletti, limiti di risarcimento, franchigie anche elevate ecc., ma si può fare. Solo che non è obbligatoria. Quindi siamo alle solite Calimero, direbbe la candida Olandesina, di uno spot in bianco e nero che qualcuno ricorderà. Chi è causa del suo mal...
Ora certamente se ne riparlerà di quel progetto di legge, si ritornerà alla carica sui giornali, in televisione, internet ecc. Riusciranno a metterlo in pratica? In un paese come il nostro? Con il più grande patrimonio artistico monumentale al mondo? Con Città enormi, alle pendici di vulcani in piena attività? Con migliaia di paesi e comuni storici situati nel bel mezzo della dorsale appenninica ad alta sismicità? Con chilometri e chilometri di coste a rischio tsunami? Ai posteri l'ardua sentenza.
E dire che basterebbe così poco. Vedi nel link qui sotto questo articolo di Panorama sempre del 2013 dove la Federconsumatori indica anche i costi a condominio:
Si ma da allora ad oggi, possibile che nessuno ci abbia pensato? E Renzi cosa ha fatto? Tranquilli, anche lui ci ha pensato vedi link di un articolo di formiche.net:
E allora che fare? In Italia a chiacchiere non ci batte nessuno. E a fatti che invece...
La mutualità assicurativa è nata in italia nei primi anni dell'ottocento proprio per contrastare il fenomeno degli incendi un tempo molto più frequenti e devastanti di quanto non lo siano oggi. E' paradossale che ancora oggi sia un tema su cui non si è ancora fatto molto, per compensare i danni catastrofali attualmente più devastanti come appunto i terremoti e le alluvioni. Cosa si aspetta ancora?
E questo è solo l'aspetto assicurativo del problema, ma si dovrà anche fare qualcosa sul piano della salvaguardia della vita umana, certamente più importante della salvaguardia del patrimonio. E qui si apre non una porta ma un portone. Perché ci lamentiamo che manca il lavoro, ma basterebbe soltanto fare un piano nazionale serio di riqualificazione edilizia ed ambientale per rivitalizzare l'asfittico comparto edile e tutto l'indotto, caduto in una crisi profonda dalla quale non sembra ci sia la forza di uscire. Si farà mai?
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