In questi giorni di fine anno, vorrei fare una piccola riflessione sul prezzo delle polizze auto in relazione a quanto ci costa in realtà inseguire la chimera del prezzo basso senza badare più di tanto a cosa si acquista a fronte di quel prezzo. E' indubbio che con la crisi tutto il mercato dei prezzi della RC Auto abbia subito una regressione, e non solo a causa della crisi ma anche grazie a una campagna pubblicitaria martellante dei siti comparatori, che ha di fatto inasprito la concorrenza sul costo praticato dalle Compagnie. In Italia si sa il costo delle polizze auto è il più caro d'Europa, tuonano le associazioni dei consumatori. Senza tenere conto però che in Italia ci sono criticità importanti che riguardano la truffa ai danni delle assicurazioni, l'elevata sinistrosità specie fra i giovani e i risarcimenti in media fra i più alti d'Europa a parità di sinistro. Vedi i link:
Ora questa corsa al prezzo più basso, potrebbe, e in alcuni casi è già così, indurre alcune Compagnie a proporre polizze con limiti, in alcuni casi anche importanti. Per esempio parliamo delle rivalse. Molti non si curano del fatto che diverse polizze vendute a prezzi stracciati, hanno le rivalse operanti nei casi di guida in stato di ebbrezza e in caso di trasporto di persone non conforme alle disposizioni vigenti per esempio. E incorrere nella guida non conforme non è poi una situazione così rara. Basta che i passeggeri del veicolo ad esempio non allaccino le cinture, oppure non far sedere un bimbo piccolo sull'apposito seggiolino. Se poi parliamo di una polizza fatta "on line" dichiarando magari di essere l'unico guidatore, oppure di non fare più di un certo numero di chilometri all'anno, anche in questi casi le Compagnie in questione, in caso di sinistro, potrebbero applicare rivalse se non si sono rispettati i criteri con cui è stata stipulata la polizza.
Ma c'è di più è il caso ad esempio di una nota Compagnia che nelle sue polizze aveva introdotto una clausola che è stata contestata dall'Antitrust. Cito dall'articolo di Italia Oggi:
"In particolare, dal 1° febbraio 2014 al 1° aprile 2016, la clausola all'interno delle polizze rc auto prevedeva che per i sinistri gestiti con la procedura di risarcimento diretto, l’assicurato si impegnava: a non affidare la gestione del danno a soggetti terzi «che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio avvocati/procuratori legali e simili»; e a ricorrere preliminarmente alla procedura di conciliazione se l’ammontare del danno non avesse superato i 15 mila euro. In cambio del rispetto tale obbligo, l’assicurato avrebbe usufruito di uno sconto del 3,5% sul premio annuo netto Rca. Mentre in caso di violazione della clausola, l’impresa avrebbe applicato una penale di 500 euro, da detrarsi dalla somma dovuta a titolo di risarcimento. In una seconda formulazione, in uso dal 1° aprile 2016, Questa Compagnia invece disponeva che, in caso ricorso all’Avvocato, la penale sarebbe stata del 20 per cento del valore del sinistro con il limite massimo di 500 euro da detrarsi dalla somma dovuta titolo di risarcimento. ".
Naturalmente è intervenuto l'Antitrust bollando questa clausola come vessatoria nei confronti del cliente. Vedi Link:
Ultimamente di questi balzelli se ne scoprono sempre di più. Non sarà che la corsa al prezzo basso sta concorrendo alla proliferazione di contratti meno tutelanti rispetto agli standard cui è abituato il consumatore italiano? Perché come sempre la coperta è corta e se si tira da una parte fatalmente ci si scopre dall'altra. Meditate gente, meditate.
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