Avete già verificato che ne sarà della vostra pensione?
Forse non tutti sanno che l’INPS sta inviando ai lavoratori la cosiddetta Busta Arancione che è una campagna informativa dell'INPS che si pone l'obiettivo di mettere gli italiani a conoscenza delle proprie prospettive pensionistiche.
Stanno ricevendo la Busta Arancione, circa 7 milioni
di lavoratori, quindi 1/3 di tutti gli occupati in Italia, considerati
dall’Ente” non digitalizzati”, ovvero coloro che non avessero in precedenza
fatto richiesta di accedere ai servizi “On Line” dell’Ente.
Nella Busta Arancione non ci sono i dati che tutti vorrebbero sapere, cioè a quanto ammonterà l'assegno una volta cessata l'attività, ma alcuni dati importanti come la prima data utile per aver diritto alla pensione di vecchiaia, la previsione della pensione mensile lorda, una stima di quella che sarà l'ultima retribuzione prima del pensionamento e il tasso di sostituzione che si ottiene dal rapporto fra la pensione e l'ultima retribuzione stimata.
Nella lettera viene specificato che si tratta di stime, e non di dati certi. Infatti la stima si basa su questi parametri che però sono variabili e che sono:
- Invarianza della normativa
- costanza lavorativa sino al pensionamento
- crescita annua della retribuzione pari a 1,5%
- crescita annua del PIL pari a 1,5%
Il tutto senza tenere conto dell'inflazione.
Capite bene che i parametri possono indurre a variabili non da poco, che poi incideranno sull'ammontare della pensione reale. Ad ogni modo questa informazione anche se si tratta di una previsione diciamo ottimistica, serve comunque per avere un'idea approssimativa di quello che sarà la nostra pensione. Ed inoltre serve anche per affrontare seriamente un piano integrativo pensionistico.
Nel servizio "On Line" "La mia pensione" consultabile sul sito dell'INPS invece tramite un PIN da richiedere all'Ente direttamente sulla pagina web, è possibile fare le stesse stime che si trovano nella busta arancione, ed è anche possibile fare delle simulazioni avanzate, cambiando alcune variabili come la crescita annua della retribuzione o del PIL, oppure la costanza lavorativa.
Insomma ci si può lavorare sopra per vedere a seconda dello scenario come cambia l'assegno della pensione. Modificando i parametri di cui sopra specie se parliamo di un lavoratore giovane, potrebbe incidere in modo considerevole sul quantum finale.
Queste informazioni potrebbero però essere molto utili per iniziare a ragionare sulla pensione integrativa. Va da sé che chi è entrato nel mondo del lavoro in regime di metodo "contributivo" avrà un assegno molto meno sostanzioso di chi lo ha preceduto.
Secondo molti analisti il tasso di sostituzione per molti di questi lavoratori potrebbe essere anche intorno al 50%. Il che significa dover ridurre il proprio tenore di vita in proporzione.
E' facile perciò intuire che bisogna attrezzarsi di conseguenza e affidarsi ai Fondi Pensione o ai Piani Individuali Pensionistici permette di poter accantonare quanto servirà per compensare il gap fra l'ultimo stipendio percepito e la pensione.
Prima si inizia meglio è. Del resto se si pensa che la previdenza integrativa (Fondi Pensione e Piani Individuali Pensionistici) hanno importanti vantaggi fiscali, può davvero valerne la pena non solo per la futura pensione ma anche per il presente. E' bene sottolineare infatti che questi prodotti permettono di poter dedurre sulla dichiarazione dei redditi sino a 5.164,57 Euro annui.
Il risparmio fiscale dipende dalla propria aliquota Irpef (dal 23% al 43% a seconda degli scaglioni) ed inoltre si risparmia anche sulle aliquote regionali e comunali.
Per chi non avesse tempo o voglia di loggarsi sul sito INPS, su Epheso de Il Sole 24 Ore è possibile usare un calcolare per ottenere il tasso di sostituzione sulla base della situazione attuale del lavoratore. Naturalmente anche in questo caso si tratta di una stima approssimativa. Vedi link:
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