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Polizza di responsabilità civile: non basta averla. Anche chi non è iscritto a un albo deve conoscere il proprio rischio e la propria protezione.

Tra i consulenti e tra coloro che svolgono attività specialistiche capita a volte di incontrare una convinzione che potrebbe sembrare logica ma che invece potrebbe, se non analizzata correttamente, creare problemi. Ed è questa: " Non essendo iscritto a un albo professionale, non ho l'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile professionale ." Dal punto di vista strettamente normativo, in molti casi può essere vero. Ma questa considerazione rischia di far perdere di vista un aspetto fondamentale: l'esistenza del rischio non dipende dall'iscrizione all'albo professionale. La responsabilità nasce dall'attività che si svolge e dalle conseguenze che un eventuale errore può provocare. Pensiamo, ad esempio, a un consulente che assiste un'azienda in materia di sicurezza sul lavoro, a un tecnico che redige una relazione, a un professionista che fornisce valutazioni o pareri specialistici. Anche quando l'attività esercitata non richiede neces...

Io sono coperto su tutto?

Quante volte noi assicuratori ci siamo sentiti dire dal nostro interlocutore che lui/lei è assicurato su tutto, oppure sono coperto su tutto quello che può succedere in caso di incendio, infortunio ecc.? E' possibile, intendo dire, esiste una polizza che ci assicura su tutto?  Naturalmente no. Chiunque vi dica il contrario mente sapendo di mentire. Le polizze sono contratti. E nei contratti si stabiliscono delle clausole entro le quali si muove tutta la copertura prevista. E fra queste ci sono i rischi esclusi. Questi sconosciuti.  E già perché spesso a questa parte della polizza non si dà la giusta importanza e ci si fida per lo più di quanto ci viene detto dell'assicuratore. Il quale però non è garantito che vada ad elencare proprio tutte le caratteristiche della polizza e anche se lo facesse siamo sicuri che passata una settimana, un mese o un anno di ricordarci proprio tutto quello che ci è stato illustrato? Certamente lui potrà rispondere alle vostre domande e vi darà un ...

LA BUSTA ARANCIONE


Avete già verificato che ne sarà della vostra pensione?


Forse non tutti sanno che l’INPS sta inviando ai lavoratori la cosiddetta Busta Arancione  che è una campagna informativa dell'INPS che si pone l'obiettivo di mettere gli italiani a conoscenza delle proprie prospettive pensionistiche.  

Stanno ricevendo la Busta Arancione, circa 7 milioni di lavoratori, quindi  1/3 di tutti gli occupati in Italia, considerati dall’Ente non digitalizzati, ovvero coloro che non avessero in precedenza fatto richiesta di accedere ai servizi “On Line” dell’Ente.
   
Nella Busta Arancione non ci sono i dati che tutti vorrebbero sapere, cioè a quanto ammonterà l'assegno una volta cessata l'attività, ma alcuni dati importanti come la prima data utile per aver diritto alla pensione di vecchiaia, la previsione della pensione mensile lorda, una stima di quella che sarà l'ultima retribuzione prima del pensionamento e il tasso di sostituzione che si ottiene dal rapporto fra la pensione e l'ultima retribuzione stimata.

Nella lettera viene specificato che si tratta di stime, e non di dati certi. Infatti la stima si basa su questi parametri che però sono variabili e che sono:
  • Invarianza della normativa
  • costanza lavorativa sino al pensionamento
  • crescita annua della retribuzione pari a 1,5% 
  • crescita annua del PIL pari a 1,5%

Il tutto senza tenere conto dell'inflazione. 

Capite bene che i parametri possono indurre a variabili non da poco, che poi incideranno sull'ammontare della pensione reale. Ad ogni modo questa informazione anche se si tratta di una previsione diciamo ottimistica, serve comunque per avere un'idea approssimativa di quello che sarà la nostra pensione. Ed inoltre serve anche per affrontare seriamente un piano integrativo pensionistico. 

Nel servizio "On Line" "La mia pensione" consultabile sul sito dell'INPS  invece  tramite un PIN da richiedere all'Ente direttamente sulla pagina web, è possibile fare le stesse stime che si trovano nella busta arancione, ed è anche possibile fare delle simulazioni avanzate, cambiando alcune variabili come la crescita annua della retribuzione o del PIL, oppure la costanza lavorativa. 

Insomma ci si può lavorare sopra per vedere a seconda dello scenario come cambia l'assegno della pensione. Modificando i parametri di cui sopra specie se parliamo di un lavoratore giovane, potrebbe incidere in modo considerevole sul quantum finale. 

Queste informazioni potrebbero però essere molto utili per iniziare a ragionare sulla pensione integrativa. Va da sé che chi è entrato nel mondo del lavoro in regime di metodo "contributivo" avrà un assegno molto meno sostanzioso di chi lo ha preceduto. 

Secondo molti analisti il tasso di sostituzione per molti di questi lavoratori potrebbe essere anche intorno al 50%. Il che significa dover ridurre il proprio tenore di vita in proporzione. 

E' facile perciò intuire che bisogna attrezzarsi di conseguenza e affidarsi ai Fondi Pensione o ai Piani Individuali Pensionistici permette di poter accantonare quanto servirà per compensare il gap fra l'ultimo stipendio percepito e la pensione. 

Prima si inizia meglio è. Del resto se si pensa che la previdenza integrativa (Fondi Pensione e Piani Individuali Pensionistici) hanno importanti vantaggi fiscali, può davvero valerne la pena non solo per la futura pensione ma anche per il presente. E' bene sottolineare infatti che questi prodotti permettono di poter dedurre sulla dichiarazione dei redditi sino a 5.164,57 Euro annui. 
Il risparmio fiscale dipende dalla propria aliquota Irpef (dal 23% al 43% a seconda degli scaglioni) ed inoltre si risparmia anche sulle aliquote regionali e comunali. 

Per chi non avesse tempo o voglia di loggarsi sul sito INPS, su Epheso de Il Sole 24 Ore è possibile usare un calcolare per ottenere il tasso di sostituzione sulla base della situazione attuale del lavoratore. Naturalmente anche in questo caso si tratta di una stima approssimativa. Vedi link:





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