La polizza infortuni infatti ha a che fare con la capacità lavorativa. Questo non significa che non possa essere fatta anche da chi non è occupato, come uno studente o una casalinga o un pensionato ad esempio.
Tuttavia lo scopo principale della polizza infortuni è quello di far fronte economicamente ad una ridotta capacità lavorativa causata da un infortunio, che può essere temporanea o permanente.
Con la polizza infortuni oggi però si possono dare coperture che vanno oltre questo, ad esempio includendo anche la ridotta capacità lavorativa temporanea e/o permanente da malattia, perché va da sé che anche in questi casi ci sia bisogno di un sostegno economico.
Tutti i lavoratori dovrebbero averla, ma soprattutto i lavoratori autonomi che sono più vulnerabili non avendo una tutela contrattuale. I lavoratori dipendenti però potrebbero aver necessità di stipulare una polizza infortuni, se ad esempio hanno famiglia e figli, in quanto non sempre il contratto di lavoro tutela nel modo migliore il lavoratore.
Sempre per i lavoratori dipendenti che abbiano un orario fisso di lavoro, è possibile fare una polizza infortuni extra professionale, in modo da coprirsi per gli eventi che potrebbero capitare fuori dall'ambiente lavorativo. E' bene sapere infatti che gli incidenti domestici sono di gran lunga quelli più numerosi.
Come si costruisce una polizza infortuni su misura?
Non c'è una regola buona per tutti, ovviamente, in quanto le valutazioni economiche su questo tema sono soggettive.
Tuttavia si può stabilire su quali parametri ci si dovrebbe basare per avere una polizza infortuni adeguata alle proprie necessità. Vediamo quindi quali sono le voci di copertura di una polizza infortuni.
Visto che la polizza si fa per lo scopo di proteggere la propria capacità reddituale la copertura sulla
Invalidità Permanente è quella che fra tutte è la più importante ed è quindi questa voce che per prima cosa si dovrebbe prendere in considerazione.
Poi se si ha famiglia, è possibile abbinare alla copertura sulla invalidità anche un capitale caso morte a seguito di infortunio, anche se per questa copertura sarebbe meglio se si è ancora giovani, optare per una polizza sulla propria vita molto più ampia rispetto a quella infortuni.
Assieme a queste garanzie ci sono altre coperture che vanno dal rimborso spese di cura, alle diarie per ricovero, post ricovero, da immobilizzazione (la vecchia diaria da gesso), da inabilità temporanea da infortunio e l'Assistenza.
Oltre a queste alcune Compagnie includono anche la Rendita Vitalizia che si attiva in caso di Invalidità permanente superiore al 66% , la diaria da inabilità permanente da malattia, la Invalidità Permanente da malattia che può prevedere o meno anche questa la Rendita Vitalizia e la Tutela Legale.
Diciamo che in linea di massima queste sono le voci principali su cui costruire la polizza.
Vediamo come ci si dovrebbe orientare fra queste voci.
La cosa principale da valutare è quindi la tutela di una compromessa capacità lavorativa, in termini di riduzione di reddito. Perciò tutto dipende dalla professione svolta. Per esempio se il mio lavoro è manuale in caso d'infortunio alle mani, la mia capacità reddituale subirebbe un calo o nei casi più gravi, potrei non essere più in grado di svolgere la mia attività. L'obiettivo a cui dovrò arrivare perciò sarà quello di dare una copertura adeguata al mio livello di reddito alla voce Invalidità Permanente e alla voce Inabilità Temporanea, in modo da essere protetto sia nei casi lievi che in quelli invalidanti.
Al contrario se la mia attività non è manuale ma di concetto, potrei considerare di dare maggior risalto alle invalidità medie e gravi piuttosto che a quelle lievi, cosa che comporterebbe una certa riduzione dei costi.
Inoltre è possibile anche applicare al grado di invalidità una supervalutazione per alcune attività particolari, che solitamente è possibile attivare con pattuizione a parte.
Come dicevo alcune Compagnie inseriscono anche la copertura della Rendita Vitalizia in caso di invalidità maggiore del 66%. La rendita potrebbe ammontare a 12.000 Euro all'anno ma potrebbe arrivare anche al doppio di quella cifra a seconda della Compagnia.
Il che significa che in caso di una invalidità grave che sia cioè maggiore del 66%, oltre a percepire il capitale assicurato alla voce Invalidità Permanente (che può anche essere l'intero capitale assicurato a seconda del contratto di polizza), l'assicurato percepirà anche la rendita vitalizia che avrà selezionato in fase di stipula del contratto. Per chi subisce un sinistro così gravoso quella rendita potrebbe essere davvero importante.
Quando si parla di Invalidità Permanente una cosa da valutare attentamente è con quale tabella essa verrà calcolata in caso di sinistro. Questo perché non tutti sanno che ci sono diverse tabelle sulle quali si andrà a valutare il grado di invalidità in rapporto al capitale assicurato. Le due tabelle di riferimento sono quella ANIA e la tabella INAIL,. Le due tabelle sono differenti e hanno costi differenti. Una (la tabella Ania) è meno favorevole all'Assicurato. Quindi sarebbe meglio scegliere quella Inail. Ma tutto naturalmente dipende dal budget che si ha a disposizione per questo contratto.
Per quanto riguarda invece la Invalidità Permanente da malattia, si deve tener conto che i parametri su cui si va a valutare il grado di invalidità sono diversi da quelli applicati per gli infortuni.
Intanto vediamo di chiarire la differenza fra infortunio e malattia.
L'infortunio è un evento dovuto a causa fortuita, violenta ed esterna che produce lesioni obiettivamente constatabili. Tutto ciò che non rientra in questa definizione è considerato malattia. Per intenderci quindi ad esempio, se mi sono dato accidentalmente una martellata su un dito e ne ho provocato una lesione dei legamenti si tratta di infortunio, mentre se ho l'appendicite si tratta di malattia. Sembrano ovvietà, ma ai fini assicurativi non lo sono.
Il calcolo sulla invalidità permanente da malattia è differente da quello per gli infortuni, tuttavia questa copertura specie se si gode di buona salute sarebbe da valutare con attenzione, per le stesse considerazioni fatte in precedenza per gli infortuni.
Per assicurare la malattia è necessario valutare prima lo stato di salute dell'assicurato. E questo lo si fa con un questionario che sarà valutato dalla Commissione Medica della Compagnia.
E' sempre bene inserire nella copertura infortuni il rimborso delle spese di cura. Le spese che si possono rimborsare sono varie a seconda della Compagnia con la quale intendete assicurarvi. Queste possono includere prestazioni sanitarie durante il ricovero in una struttura/clinica privata, e prestazioni successive al ricovero o in assenza di ricovero, come trattamenti riabilitativi cure e protesi ecc. noleggio o acquisto di apparecchiature terapeutiche per esempio. In genere vengono esclusi i medicinali.
Le garanzie indennitarie, vale a dire le diarie invece, possono dare un contributo importante al risarcimento a seconda di come vengono impostate dall'Assicurato. Alcune di queste possono essere molto onerose (le diarie da inabilità temporanea per esempio), ed è bene inserirle solo se è assolutamente necessario.
Le diarie possono includere oltre agli infortuni anche la malattia. In questo caso il costo della diaria aumenta in base all'età della persona assicurata.
Le polizze infortuni possono includere i rischi sportivi. Alcuni rischi sportivi specie quelli più estremi vanno quotati a parte altri possono essere inclusi o esclusi dalla copertura. Naturalmente dipende dal grado di pericolosità degli stessi.
In conclusione questa polizza offre la possibilità di avere un sostegno economico importante a seguito di un infortunio. Una polizza quindi che non può mancare per chi è lavoratore autonomo.
Per chi vuole avere qualche dato recente sui sinistri infortuni vedi link:
https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-relazione-annuale-inail-2017.html&tipo=news
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