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Polizza di responsabilità civile: non basta averla. Anche chi non è iscritto a un albo deve conoscere il proprio rischio e la propria protezione.

Tra i consulenti e tra coloro che svolgono attività specialistiche capita a volte di incontrare una convinzione che potrebbe sembrare logica ma che invece potrebbe, se non analizzata correttamente, creare problemi. Ed è questa: " Non essendo iscritto a un albo professionale, non ho l'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile professionale ." Dal punto di vista strettamente normativo, in molti casi può essere vero. Ma questa considerazione rischia di far perdere di vista un aspetto fondamentale: l'esistenza del rischio non dipende dall'iscrizione all'albo professionale. La responsabilità nasce dall'attività che si svolge e dalle conseguenze che un eventuale errore può provocare. Pensiamo, ad esempio, a un consulente che assiste un'azienda in materia di sicurezza sul lavoro, a un tecnico che redige una relazione, a un professionista che fornisce valutazioni o pareri specialistici. Anche quando l'attività esercitata non richiede neces...

Io sono coperto su tutto?

Quante volte noi assicuratori ci siamo sentiti dire dal nostro interlocutore che lui/lei è assicurato su tutto, oppure sono coperto su tutto quello che può succedere in caso di incendio, infortunio ecc.? E' possibile, intendo dire, esiste una polizza che ci assicura su tutto?  Naturalmente no. Chiunque vi dica il contrario mente sapendo di mentire. Le polizze sono contratti. E nei contratti si stabiliscono delle clausole entro le quali si muove tutta la copertura prevista. E fra queste ci sono i rischi esclusi. Questi sconosciuti.  E già perché spesso a questa parte della polizza non si dà la giusta importanza e ci si fida per lo più di quanto ci viene detto dell'assicuratore. Il quale però non è garantito che vada ad elencare proprio tutte le caratteristiche della polizza e anche se lo facesse siamo sicuri che passata una settimana, un mese o un anno di ricordarci proprio tutto quello che ci è stato illustrato? Certamente lui potrà rispondere alle vostre domande e vi darà un ...

Long Term Care: chi sa cos'è?

Forse qualche volta leggendo un giornale, o dal vostro assicuratore avrete sentito parlare della copertura Long Term Care. Si tratta di una polizza che prevede un sostegno economico nel caso in cui sopraggiunga per qualche motivo una situazione di non autosufficienza fisica.

In Italia ci sono circa 3 Milioni di persone in queste condizioni di cui più dell'80% sono anziane. 

Il nostro sistema sociale non offre un aiuto sufficiente. 

C'è chi ha diritto all'assegno di accompagnamento ma si tratta di una cifra di 515 Euro e al supporto per il ricovero in una residenza sanitaria assistenziale, oppure nei pochi comuni dove questa funziona c'è all'Assistenza domiciliare Integrata.





Tuttavia i costi che le famiglie devono sostenere in un caso di non autosufficienza sono molto più consistenti. 


Per esempio una badante può venire a costare da contratto nazionale incluso tutto (contributi TFR e ferie) quasi 1500 Euro al mese ai quali va aggiunto il vitto e l'alloggio. 

Il costo della "non autosufficienza" a carico delle famiglie, varia, a seconda della gravità del caso, della zona di residenza e degli standard scelti da un minimo di € 1.500 fino, per chi se li può permettere, a oltre € 4.000 mensili.

Di questa cifra, lo Stato mette 515 Euro (assegno di accompagnamento, per chi ne ha diritto), il resto è a carico dei risparmi e dei redditi familiari. Infatti, numerose ricerche ci dicono come centinaia di migliaia di famiglie si siano dovute indebitare e/o vendere un immobile per affrontare queste spese (si veda questa ricerca Censis: https://www.focus.it/scienza/salute/sanita-censis-3-mln-italiani-non-autosufficienti-famiglie-in-difficolta).
Visti i costi la cosa migliore per chi desidera essere previdente è quella di progettare una copertura Long Term Care (LTC).

Ma com'è fatta una polizza Long Term Care e cosa garantisce?

La polizza Long Term Care garantisce l'assicurato dalla perdita di autosufficienza. 

Ma cosa si intende per perdita di autosufficienza? Si fa riferimento all'incapacità fisica e permanente accertata clinicamente di non poter svolgere senza l'aiuto di qualcuno le seguenti azioni:
Lavarsi, nutrirsi, muoversi e vestirsi. Se si è nella condizione di non poter fare una o più di queste azioni senza l'ausilio permanente di qualcuno si è quindi bisognosi di assistenza continua. 

In questa definizione ci rientrano le malattie invalidanti come l'Alzheimer per esempio, ma anche le vittime di gravi incidenti che hanno per conseguenza una invalidità totale.

La polizza al verificarsi di questo evento garantisce una rendita vitalizia rivalutata annualmente ma ci sono Compagnie che erogano anche un capitale o entrambi. 

Il costo varia a seconda della rendita (e del capitale scelto per quelle Compagnie che lo garantiscono) e di quando si attiva l'assicurazione. La polizza si basa su dati statistici attuariali perciò più si avanza con l'età e più costa. L'età massima all'ingresso è normalmente è fra i 55 anni e i 65 anni a seconda della Compagnia. 

La polizza può essere a durata definita oppure a vita intera. Nel caso della prima l'evento deve verificarsi entro la data di scadenza contrattuale (ad esempio se il contratto è di 10 anni entro il decimo e non oltre). La polizza a vita intera prevede che il premio venga pagato solitamente sino agli 80 anni ma la copertura rimarrà in vigore sino a che l'Assicurato sarà in vita.
La polizza a vita intera naturalmente ha un costo più elevato. 


La polizza LTC è detraibile nella misura del 19% del premio pagato sino a un massimo di 1.291,14 Euro. 

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