Scrivo questo post in un momento surreale che stiamo vivendo tutti. Le strade sono deserte, la gente è tutta tappata in casa, i telegiornali sono oramai monotematici e il tema è il Covid-19 meglio noto come Corona Virus, o Sars 2. Chi poteva prevedere una cosa del genere? Sembra che Bill Gates l'abbia prevista ben 5 anni fa dicendo che la prossima guerra non sarà fatta di armi nucleari ma di batteri, puntando l'indice sulle spese relative agli armamenti rispetto a quelle che si fanno per prevenire una pandemia. Profetico, come una novella Cassandra.
Ed eccoci qua alle prese con una vera pandemia. Il presidente francese Macron ha parlato ai suoi connazionali dicendo che la Francia è in guerra. A lui si sono poi uniti Trump, la Sig.ra Merkel e dopo Boris Johnson anche la Regina Elisabetta. Già solo che la guerra non la si sta facendo ad un popolo nemico ma contro un virus. Un nemico invisibile ma a quanto pare inarrestabile che sta mietendo vittime in tutto il mondo. I mercati finanziari sono crollati come non si vedeva da tempo.
In tutto questo scenario da incubo cosa stanno facendo le Assicurazioni? Assicurazioni che in queste circostanze potrebbero essere una scialuppa di salvataggio, sia per quanto riguarda la parte finanziaria che quella relativa alla parte più strettamente legata alla salute. Vediamo cosa si sta facendo in questo settore.
Molte Compagnie stanno cercando di venire incontro ai propri assicurati specie a quelli delle cosiddette zone rosse, ovvero le zone con la percentuale più elevata di contagi e persone in terapia intensiva. Gli interventi riguardano naturalmente la questione dell'operatività delle polizze, i pagamenti in scadenza, le agevolazioni di frazionamento degli stessi e l'assistenza sanitaria oltre che di conforto con numeri verdi dedicati e azioni di questo genere. Alcune Compagnie hanno attivato anche una raccolta fondi a favore della Protezione Civile, degli Ospedali ecc.
Gli assicuratori come i bancari non hanno limiti restrittivi imposti dal Governo almeno ad oggi e quindi sono operativi, anche se molti operatori lavorano da casa attraverso lo "smart working" e quelli che lavorano fisicamente in ufficio o in agenzia lo fanno ad orari ridotti. Le Compagnie stanno anche stanziando delle somme straordinarie importanti per venire incontro all'emergenza, sia per i clienti che per le reti distributive delle agenzie. Sin qui quello che si sta facendo di concreto per sostenere le zone più colpite dall'epidemia e l'economia delle stesse.
Ora vediamo alcune cose da sapere per chi possiede polizze di assicurazione per i rischi sanitari, professionali e finanziari.
E' bene chiarire ai cittadini assicurati che a meno che non vi siano specifiche esclusioni in polizza, le coperture sanitarie che coprono la malattia valgono anche per il Covid-19 che a tutti gli effetti è una malattia (quindi non sono incluse nel novero le coperture infortuni). Stessa cosa per le polizze sulla vita che potrebbe sembrare ovvio ma non lo è. Le polizze infortuni coprono gli infortuni che sono cosa diversa dalla malattia, ma nel caso in cui in polizza oltre alle coperture infortuni ci fossero delle coperture malattia come diarie, rimborso spese di cura e invalidità permanente da malattia, valgono le considerazioni fatte per le coperture malattia.
Veniamo alle polizze vita tipo le Unit Linked, molto diffuse, polizze di capitalizzazione su gestione separata anche queste molto diffuse, Fondi Pensione (di seguito FP) e Piani Individuali Pensionistici (di seguito PIP). Le polizze che hanno come sottostante una Gestione Separata non risentono delle oscillazioni di mercato in quanto i fondi a gestione separata, non sono quotati in borsa e sono prevalentemente formati da Titoli di Stato acquistati già da tempo dalle Compagnie e quindi fuori da questa situazione che si è venuta a creare. Chi le ha perciò le tenga.
Le altre polizze invece risentono di quanto sta accadendo alle borse di tutto il mondo. Non potrebbe essere altrimenti. Tutti sappiamo che c'è stato un crollo generalizzato. Cosa bisogna fare allora? E' saggio rimanere investiti? O è il caso di uscire da tali investimenti?
La risposta non è semplice anche perché non abbiamo idea di cosa ci aspetterà anche solo da qui a un paio di mesi. Tutto può succedere. Le borse potrebbero continuare a scendere, oppure potrebbe esserci un rialzo tanto repentino quanto la caduta precedente. Basterebbe che qualche autorità mondiale stabilisse il termine del contagio da Covid -19, che dicesse ad esempio che da qui a due o tre mesi avremo a disposizione un vaccino efficace, per rivedere risalire gli indici perché si prospetterebbe un momento certo in cui tutto questo finirà. La borsa riprenderebbe fiato. Ma non siamo in questa fase.
Analizziamo le due possibilità: disinvestire e uscire dal rischio. Quali vantaggi dà una mossa del genere e quali svantaggi. Se si decidesse di uscire dall'investimento in un momento dove si è perso valore quota per una certa cifra percentuale non si farebbe altro che consolidare quella perdita, e non solo. Poi dove si potrebbe parcheggiare la somma riscattata? Perché al momento non sembrano esserci soluzioni affidabili.
D'altro canto riscattando subito si eviterebbe di vedere scendere ulteriormente il valore delle quote. Bisogna intanto sapere a quale cifra avevate acquistato le quote al momento della sottoscrizione della polizza. Se rispetto a quel valore ad oggi siete sotto e quindi in perdita per valutare bene se uscire o meno dall'investimento bisogna vedere di quanto si sta perdendo, valutare bene quanto si è disposti a perdere ancora e decidere. Nel caso si decida di riscattare è importante valutare i costi di riscatto se ci sono e a quanto ammontano, perché potrebbero incidere anche questi.
Le Unit Linked così come i FP o i PIP hanno al loro interno diverse linee su cui appoggiarsi in questi casi. Solitamente ce n'è sempre una Obbligazionaria, o Garantita, oppure Bilanciata che in genere è composta da una buona percentuale di obbligazionario oltre che dall'azionario. Perciò se si hanno quote investite sulle linee più azionarie si potrebbe pensare di effettuare uno spostamento.(switch) dalle une alle altre.
Anche se in questi casi sarebbe più interessante, visto che con le linee azionarie si possono acquistare le quote a cifre basse in alcuni casi anche molto basse, fare l'operazione opposta per sfruttare, quando la crisi cesserà, un più che probabile rialzo. Nessuno ha la sfera di cristallo e quindi non si può prevedere quello che succederà (quale analista aveva previsto la pandemia del Covid-19?) e quindi bisogna operare "cum granu salis", cioè con criterio e prudenza.
I mercati prima o poi tornano a fare utili. L'hanno sempre fatto. Il tempo è il nostro miglior alleato.
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