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Polizza di responsabilità civile: non basta averla. Anche chi non è iscritto a un albo deve conoscere il proprio rischio e la propria protezione.

Tra i consulenti e tra coloro che svolgono attività specialistiche capita a volte di incontrare una convinzione che potrebbe sembrare logica ma che invece potrebbe, se non analizzata correttamente, creare problemi. Ed è questa: " Non essendo iscritto a un albo professionale, non ho l'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile professionale ." Dal punto di vista strettamente normativo, in molti casi può essere vero. Ma questa considerazione rischia di far perdere di vista un aspetto fondamentale: l'esistenza del rischio non dipende dall'iscrizione all'albo professionale. La responsabilità nasce dall'attività che si svolge e dalle conseguenze che un eventuale errore può provocare. Pensiamo, ad esempio, a un consulente che assiste un'azienda in materia di sicurezza sul lavoro, a un tecnico che redige una relazione, a un professionista che fornisce valutazioni o pareri specialistici. Anche quando l'attività esercitata non richiede neces...

Io sono coperto su tutto?

Quante volte noi assicuratori ci siamo sentiti dire dal nostro interlocutore che lui/lei è assicurato su tutto, oppure sono coperto su tutto quello che può succedere in caso di incendio, infortunio ecc.? E' possibile, intendo dire, esiste una polizza che ci assicura su tutto?  Naturalmente no. Chiunque vi dica il contrario mente sapendo di mentire. Le polizze sono contratti. E nei contratti si stabiliscono delle clausole entro le quali si muove tutta la copertura prevista. E fra queste ci sono i rischi esclusi. Questi sconosciuti.  E già perché spesso a questa parte della polizza non si dà la giusta importanza e ci si fida per lo più di quanto ci viene detto dell'assicuratore. Il quale però non è garantito che vada ad elencare proprio tutte le caratteristiche della polizza e anche se lo facesse siamo sicuri che passata una settimana, un mese o un anno di ricordarci proprio tutto quello che ci è stato illustrato? Certamente lui potrà rispondere alle vostre domande e vi darà un ...

La nostra Casa è assicurata?

Gli Italiani considerano la casa una priorità. E come tutte le priorità è qualcosa a cui tutti prima o poi pensiamo. Nei giorni scorsi su un giornale è apparso questo titolo che mi ha incuriosito: 
"Casa, gli italiani la vogliono ma poi non la proteggono".

Beh che dire? E' un titolo eloquente. E il sottotitolo ancora di più, perché dice testuale: "Il 75% degli italiani vive in una casa di proprietà senza però considerare prioritaria una copertura danni". Sembra quasi un paradosso. Eppure se dobbiamo dare per veri i dati pubblicati significa che solo 2,5 proprietari di casa su 10, ritengono prioritaria una copertura sulla casa. Un dato spiazzante. 

Ora come tutti immagino sanno gli edifici con più di 9 codomini normalmente hanno un amministratore (essendo obbligatorio) che provvede anche a questo aspetto e quindi di solito i condominii sono assicurati. Rimangono fuori le palazzine (con meno di 9 condomini), le case a schiera, le villette a schiera, i villini e le ville, oltre alle case di campagna per chi vive fuori dai centri urbani. E questa realtà è lo "zoccolo duro" diciamo così di quelli che non ritengono prioritaria una copertura sulla casa. A meno che questi non abbiano fatto un mutuo dove solitamente viene richiesta almeno la copertura incendio dalla Banca che eroga il finanziamento.

In Italia è un fatto acclarato che la cultura assicurativa non è molto diffusa. C'è una certa resistenza ad assicurarsi anche laddove si sa che sarebbe più che opportuno farlo. Perché? I motivi secondo me sono diversi. Uno viene dal fatto che l'esperienza che molti fanno dell'assicurazione è condizionata da pregiudizi e esperienze negative fatte in altri settori assicurativi come ad esempio la RC Auto obbligatoria. Ma questo può spiegare tutto?  No. 

C'è la tendenza di noi italiani a farci trovare impreparati di fronte agli accidenti.  

Basterebbe essere previdenti. Partire dal presupposto che se succede un danno poi a pagare sarà come sempre "Pantalone" come si dice. E quindi se si vuole avere un risarcimento del danno subìto bisogna affidarsi alla cara vecchia polizza assicurativa. E questo vale anche nel caso dei danni catastrofali dove ormai gli Enti Pubblici non risarciscono più come una volta i danni derivanti da queste calamità. E allora c'è solamente l'assicurazione che può far si di evitare che oltre al danno ci si prenda anche la beffa di non essere stati previdenti a suo tempo quando potevamo farlo, e contare sul fatto che ci sarà il risarcimento del danno da parte della Compagnia alla quale ci siamo affidati. 

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