Blog di informazione su temi assicurativi
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La polizza di Responsabilità Civile Professionale in Italia è diventata obbligatoria per tutte le professioni regolamentate, ossia quelle che si sono organizzate con un Ordine Professionale o Collegio e dove non è consentito l'esercizio della professione se non attraverso l'iscrizione ad apposito Albo Professionale tenuto appunto dagli Ordini o Collegi Professionali.
Tutto a posto quindi? Non proprio. Ci sono ancora oggi professioni che non sono state interessate dalle normative di cui sopra, che sono quelle che non rientrano nella definizione di professione regolamentata. Sono quelle professioni che non hanno un ordine professionale e nemmeno un albo professionale. E sono tante anzi si può dire che sono sempre di più perché nascono continuamente nuove figure professionali. Questi lavoratori non hanno obblighi che gli derivano dalla Legge sulla copertura assicurativa. Perciò non devono assicurarsi, giusto? Assolutamente no.
Questi lavoratori sono un pericolo per sé stessi e per gli altri se sprovvisti di polizza professionale adeguata. Sono come delle mine vaganti, ignare dei guai che potrebbero arrecare al prossimo e come dicevo a sé stessi.
Ma perché dovrebbero aver bisogno di una copertura assicurativa professionale? Quale tipo di rischio copre la polizza? La polizza di Responsabilità Civile Professionale tiene indenne il lavoratore dei danni arrecati a terzi nello svolgimento dell'attività professionale descritta in polizza. Potenzialmente i danni che si possono arrecare a terzi sono innumerevoli, e l'entità dei danni potrebbe essere anche molto elevata. E visto che il codice civile sancisce che chi ha subito un danno ingiusto deve essere risarcito, insomma chi rompe paga e i cocci sono suoi, per farla semplice, capite bene che l'esposizione del Professionista potrebbe essere importante.
Fortunatamente esistono le assicurazioni che vengono incontro a queste necessità. Tuttavia non tutte le Compagnie assicurano queste figure professionali prive di albo e di una qualche regolamentazione professionale, proprio per il fatto che non esiste un riferimento sul quale orientarsi per stabilire il perimetro del rischio da assicurare.
Si potrebbe dire che il tipo di professione di per sé dovrebbe essere il limite della copertura. Non è così semplice la cosa.
Il punto è che le professioni intellettuali regolamentate sono soggette appunto a regole deontologiche e quindi gli iscritti agli albi professionali hanno un perimetro entro il quale possono svolgere la loro attività, demarcato appunto dal codice deontologico che ogni professionista deve rispettare. Questo è un aspetto che le Compagnie di Assicurazione considerano essenziale per la copertura di Responsabilità Civile del Professionista.
Ma ci sono come dicevo professioni intellettuali non protette diciamo così da un codice deontologico. Per esempio l'Agente di pubblicità, oppure i programmatori, i "Web designer", fino a poco tempo fa anche i Consulenti finanziari che però adesso si sono dotati di un Albo, Fotografi professionisti, Optometristi, Pedagogisti, i Mediatori creditizi e potrei andare avanti per molto, tutte professioni che non sono regolamentate appunto e che quindi possono essere soggette anche a problematiche assicurative dovute proprio al fatto che le Compagnie non vogliono assicurare quel tipo di rischio.
Che fare allora? Intanto non tutte le Compagnie non li assicurano. A sondare bene il mercato si possono trovare Compagnie disposte a dare la copertura a quella determinata figura professionale. Piuttosto, quanti di questi lavoratori sono consapevoli che sia necessaria una copertura per la loro professione?
Perché una cosa è certa: proprio per il fatto che molte di questi lavoratori non hanno una regolamentazione di tipo deontologico, possono essere più soggetti di altri professionisti ad errori dovuti proprio al fatto che il limite spesso lo determina il lavoratore stesso.
Per questo motivo questi lavoratori non dovrebbero mai sottovalutare il rischio cui sono soggetti e dovrebbero assicurarsi e possibilmente bene, anche mettendo mano al portafoglio, perché anche un solo errore potrebbe costare caro.
Prima di pensare che le polizze intanto non servono a niente, provate a pensare che tipo di danno potrei provocare involontariamente ai miei clienti? La risposta alla domanda è la risposta al titolo di questo post.
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