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Polizza di responsabilità civile: non basta averla. Anche chi non è iscritto a un albo deve conoscere il proprio rischio e la propria protezione.

Tra i consulenti e tra coloro che svolgono attività specialistiche capita a volte di incontrare una convinzione che potrebbe sembrare logica ma che invece potrebbe, se non analizzata correttamente, creare problemi. Ed è questa: " Non essendo iscritto a un albo professionale, non ho l'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile professionale ." Dal punto di vista strettamente normativo, in molti casi può essere vero. Ma questa considerazione rischia di far perdere di vista un aspetto fondamentale: l'esistenza del rischio non dipende dall'iscrizione all'albo professionale. La responsabilità nasce dall'attività che si svolge e dalle conseguenze che un eventuale errore può provocare. Pensiamo, ad esempio, a un consulente che assiste un'azienda in materia di sicurezza sul lavoro, a un tecnico che redige una relazione, a un professionista che fornisce valutazioni o pareri specialistici. Anche quando l'attività esercitata non richiede neces...

Io sono coperto su tutto?

Quante volte noi assicuratori ci siamo sentiti dire dal nostro interlocutore che lui/lei è assicurato su tutto, oppure sono coperto su tutto quello che può succedere in caso di incendio, infortunio ecc.? E' possibile, intendo dire, esiste una polizza che ci assicura su tutto?  Naturalmente no. Chiunque vi dica il contrario mente sapendo di mentire. Le polizze sono contratti. E nei contratti si stabiliscono delle clausole entro le quali si muove tutta la copertura prevista. E fra queste ci sono i rischi esclusi. Questi sconosciuti.  E già perché spesso a questa parte della polizza non si dà la giusta importanza e ci si fida per lo più di quanto ci viene detto dell'assicuratore. Il quale però non è garantito che vada ad elencare proprio tutte le caratteristiche della polizza e anche se lo facesse siamo sicuri che passata una settimana, un mese o un anno di ricordarci proprio tutto quello che ci è stato illustrato? Certamente lui potrà rispondere alle vostre domande e vi darà un ...

Perché i Professionisti hanno bisogno di una polizza di responsabilità civile professionale?

La polizza di Responsabilità Civile Professionale in Italia è diventata obbligatoria per tutte le professioni regolamentate, ossia quelle che si sono organizzate con un Ordine Professionale o Collegio e dove non è consentito l'esercizio della professione se non attraverso l'iscrizione ad apposito Albo Professionale tenuto appunto dagli Ordini o Collegi Professionali. 


Per la maggior parte delle professioni regolamentate l'obbligo è entrato in vigore con un Decreto Legislativo del 2009 ad eccezione degli Avvocati che hanno aspettato sino al 2017 col Decreto Orlando e dei Medici con la Legge Gelli Bianco che è entrata in vigore qualche tempo dopo gli Avvocati. Prima si viaggiava senza obblighi, perciò poteva accadere che ci si rivolgesse ad un professionista o ad un team di professionisti che poteva benissimo non essere assicurato. Capite bene il rischio che si correva? Sembra incredibile a pensarci oggi. Eppure era proprio così. 

Tutto a posto quindi? Non proprio. Ci sono ancora oggi professioni che non sono state interessate dalle normative di cui sopra, che sono quelle che non rientrano nella definizione di professione regolamentata. Sono quelle professioni che non hanno un ordine professionale e nemmeno un albo professionale. E sono tante anzi si può dire che sono sempre di più perché nascono continuamente nuove figure professionali. Questi lavoratori non hanno obblighi che gli derivano dalla Legge sulla copertura assicurativa. Perciò non devono assicurarsi, giusto?  Assolutamente no.

Questi lavoratori sono un pericolo per sé stessi e per gli altri se sprovvisti di polizza professionale adeguata. Sono come delle mine vaganti, ignare dei guai che potrebbero arrecare al prossimo e come dicevo a sé stessi. 

Ma perché dovrebbero aver bisogno di una copertura assicurativa professionale?  Quale tipo di rischio copre la polizza? La polizza di Responsabilità Civile Professionale tiene indenne il lavoratore dei danni arrecati a terzi nello svolgimento dell'attività professionale descritta in polizza. Potenzialmente i danni che si possono arrecare a terzi sono innumerevoli, e l'entità dei danni potrebbe essere anche molto elevata. E visto che il codice civile sancisce che chi ha subito un danno ingiusto deve essere risarcito, insomma chi rompe paga e i cocci sono suoi, per farla semplice, capite bene che l'esposizione del Professionista potrebbe essere importante. 

Fortunatamente esistono le assicurazioni che vengono incontro a queste necessità. Tuttavia non tutte le Compagnie assicurano queste figure professionali prive di albo e di una qualche regolamentazione professionale, proprio per il fatto che non esiste un riferimento sul quale orientarsi per stabilire il perimetro del rischio da assicurare. 

Si potrebbe dire che il tipo di professione di per sé dovrebbe essere il limite della copertura. Non è così semplice la cosa. 

Il punto è che le professioni intellettuali regolamentate sono soggette appunto a regole deontologiche e quindi gli iscritti agli albi professionali hanno un perimetro entro il quale possono svolgere la loro attività, demarcato appunto dal codice deontologico che ogni professionista deve rispettare. Questo è un aspetto che le Compagnie di Assicurazione considerano essenziale per la copertura di Responsabilità Civile del Professionista.

Ma ci sono come dicevo professioni intellettuali non protette diciamo così da un codice deontologico. Per esempio l'Agente di pubblicità, oppure i programmatori, i "Web designer", fino a poco tempo fa anche i Consulenti finanziari che però adesso si sono dotati di un Albo, Fotografi professionisti, Optometristi, Pedagogisti, i Mediatori creditizi e potrei andare avanti per molto, tutte professioni che non sono regolamentate appunto e che quindi possono essere soggette anche a problematiche assicurative dovute proprio al fatto che le Compagnie non vogliono assicurare quel tipo di rischio. 

Che fare allora? Intanto non tutte le Compagnie non li assicurano. A sondare bene il mercato si possono trovare Compagnie disposte a dare la copertura a quella determinata figura professionale. Piuttosto, quanti di questi lavoratori sono consapevoli che sia necessaria una copertura per la loro professione? 

Perché una cosa è certa: proprio per il fatto che molte di questi lavoratori non hanno una regolamentazione di tipo deontologico, possono essere più soggetti di altri professionisti ad errori dovuti proprio al fatto che il limite spesso lo determina il lavoratore stesso. 

Per questo motivo questi lavoratori non dovrebbero mai sottovalutare il rischio cui sono soggetti e dovrebbero assicurarsi e possibilmente bene, anche mettendo mano al portafoglio, perché anche un solo errore potrebbe costare caro. 

Prima di pensare che le polizze intanto non servono a niente, provate a pensare che tipo di danno potrei provocare involontariamente ai miei clienti? La risposta alla domanda è la risposta al titolo di questo post. 



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