Blog di informazione su temi assicurativi
Blog di informazione su temi assicurativi
Essere previdenti significa anche pensare a come risparmiare. Ma cosa significa oggi questa parola?
Perché se una volta si poteva anche con poco creare un salvadanaio utile per le emergenze oggi non è più così come prima. Una volta gli stipendi si regolavano in base all'inflazione bene o male, oggi invece come sappiamo tutti gli stipendi sono fermi da almeno trent'anni, mentre nel resto d'Europa sono saliti del 33% (fonte Ocse) in Italia i salari reali sono addirittura scesi di circa il 3%.
Come sappiamo tutti in Italia però abbiamo il più alto livello di risparmio, gran parte di questi soldi sono investiti nel mattone, ma ce n'è una quota importante che rimane infruttifero nei conti correnti degli italiani.
Sono soldi che non lavorano, anzi stanno poco alla volta perdendo il loro potere d'acquisto, perché c'è una sanguisuga che sottrae ad essi la linfa vitale. Questa sanguisuga si chiama inflazione. E non solo questo. Nel tempo entra in gioco anche un'altra figura vampiresca che si chiama svalutazione monetaria. Questi due elementi sono un vero e proprio salasso a spese delle somme giacenti nei conti correnti.
In pratica lasciando i soldi in banca lentamente questi soldi perdono il loro valore.
Tenete a mente questo dato di fatto.
Ora veniamo alla soluzione del problema.
Che fare quindi per evitare questo stato di cose?
Bisogna far entrare in campo i giocatori migliori che abbiamo in panchina, altrimenti rischiamo di perdere la partita.
E come? Semplicemente risparmiando o investendo. Attenzione ho detto risparmiando o investendo, non speculando. Le tre cose non sono interscambiabili. O si usa la prima strategia o la seconda o la terza ma quest'ultima è piena di insidie e di problemi.
Quindi risparmio o investimento. Come? In questo blog ho già risposto alla domanda così: "cum grano salis", ossia con criterio.
Vediamo come.
Le strade sono fondamentalmente due. Molto dipende dalla persona e dal tempo che questa ha a sua disposizione. Si perché quando parliamo di risparmio in genere parliamo di somme da mettere da parte poco alla volta, vale a dire parliamo del salvadanaio per intendersi, mentre quando parliamo di investimento intendiamo piuttosto spostare una somma che potrebbe anche essere importante che giace inerme sul proprio conto corrente e farla scendere in campo investendola perché possa generare profitto.
A questo punto le due strade diventano più concrete.
Da una parte abbiamo il risparmio graduale, dall’altra l’investimento immediato.
Nel linguaggio finanziario e assicurativo queste due modalità prendono nomi ben precisi: si chiamano PAC e PIC.
È, in sostanza, il salvadanaio evoluto dei giorni nostri.
Dall’altra parte troviamo il PIC (Piano di Investimento del Capitale), che rappresenta invece la scelta di chi dispone già di una somma importante e decide di metterla subito al lavoro.
In questo caso il capitale viene investito in un’unica soluzione, con l’obiettivo di cogliere le opportunità offerte dai mercati nel medio-lungo periodo.
È una strategia più diretta, che può essere efficace soprattutto quando si ha una visione temporale adeguata e una buona tolleranza alle oscillazioni.
Qual è la scelta migliore?
Non esiste una risposta valida per tutti.
Quello che conta davvero è non restare fermi.
Perché, come abbiamo visto, lasciare i soldi sul conto corrente non è una scelta neutrale: è una perdita silenziosa che agisce nel tempo.
Arrivati a questo punto, la riflessione forse più utile è proprio questa: non lasciare che i risparmi restino senza una direzione.
Anche piccoli passi, se fatti con criterio, nel tempo possono fare una differenza concreta.
PAC e PIC sono semplicemente strumenti: ciò che conta davvero è trovare la soluzione più coerente con la propria situazione, i propri obiettivi e la propria serenità.
Se questi temi le suscitano qualche domanda o curiosità, può essere utile approfondirli con calma, valutando le diverse possibilità con un approccio consapevole.
Perché pianificare, in fondo, significa proprio questo: prendersi cura oggi di ciò che sarà importante domani.
Commenti
Posta un commento