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Polizza di responsabilità civile: non basta averla. Anche chi non è iscritto a un albo deve conoscere il proprio rischio e la propria protezione.

Tra i consulenti e tra coloro che svolgono attività specialistiche capita a volte di incontrare una convinzione che potrebbe sembrare logica ma che invece potrebbe, se non analizzata correttamente, creare problemi. Ed è questa: " Non essendo iscritto a un albo professionale, non ho l'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile professionale ." Dal punto di vista strettamente normativo, in molti casi può essere vero. Ma questa considerazione rischia di far perdere di vista un aspetto fondamentale: l'esistenza del rischio non dipende dall'iscrizione all'albo professionale. La responsabilità nasce dall'attività che si svolge e dalle conseguenze che un eventuale errore può provocare. Pensiamo, ad esempio, a un consulente che assiste un'azienda in materia di sicurezza sul lavoro, a un tecnico che redige una relazione, a un professionista che fornisce valutazioni o pareri specialistici. Anche quando l'attività esercitata non richiede neces...

Io sono coperto su tutto?

Quante volte noi assicuratori ci siamo sentiti dire dal nostro interlocutore che lui/lei è assicurato su tutto, oppure sono coperto su tutto quello che può succedere in caso di incendio, infortunio ecc.? E' possibile, intendo dire, esiste una polizza che ci assicura su tutto?  Naturalmente no. Chiunque vi dica il contrario mente sapendo di mentire. Le polizze sono contratti. E nei contratti si stabiliscono delle clausole entro le quali si muove tutta la copertura prevista. E fra queste ci sono i rischi esclusi. Questi sconosciuti.  E già perché spesso a questa parte della polizza non si dà la giusta importanza e ci si fida per lo più di quanto ci viene detto dell'assicuratore. Il quale però non è garantito che vada ad elencare proprio tutte le caratteristiche della polizza e anche se lo facesse siamo sicuri che passata una settimana, un mese o un anno di ricordarci proprio tutto quello che ci è stato illustrato? Certamente lui potrà rispondere alle vostre domande e vi darà un ...

L’Arbitro Assicurativo: quando il dialogo non basta


Capita, a volte, che tra un assicurato e la propria compagnia si crei una distanza difficile da colmare. Un sinistro liquidato in modo ritenuto non corretto, una clausola interpretata diversamente, una risposta che non arriva o che lascia più dubbi di prima. Nella maggior parte dei casi il confronto e il chiarimento risolvono tutto. In altri, invece, il cliente avverte la sensazione di non avere strumenti concreti per far valere le proprie ragioni.

È proprio in questo spazio che si inserisce l’Arbitro Assicurativo. 



Non si tratta di un tribunale, né di una scorciatoia per “fare causa” alla Compagnia. L’Arbitro Assicurativo nasce come strumento di equilibrio, pensato per offrire una valutazione imparziale delle controversie assicurative senza ricorrere alla giustizia ordinaria, con costi e tempi decisamente più contenuti.

Prima di tutto il reclamo

Un aspetto che spesso non è chiaro ai clienti è che l’Arbitro Assicurativo non rappresenta il primo passo, ma semmai l’ultimo. Prima di arrivarci è sempre necessario presentare un reclamo formale alla Compagnia o all’Intermediario.

Il reclamo non è una formalità inutile: è il momento in cui la posizione del cliente viene analizzata in modo strutturato. Spesso è proprio in questa fase che la situazione si sblocca, magari grazie a una migliore ricostruzione dei fatti o a un chiarimento sulle condizioni contrattuali.

Solo quando la risposta non arriva, o non è ritenuta soddisfacente, si può valutare il ricorso all’Arbitro.

In quali situazioni può fare la differenza

L’Arbitro Assicurativo si rivela particolarmente utile nelle controversie legate alla gestione dei sinistri, all’interpretazione delle garanzie di polizza o a comportamenti percepiti come poco trasparenti. Non è invece pensato per affrontare cause particolarmente complesse o questioni che esulano dall’ambito strettamente assicurativo.

Il suo valore sta proprio nella capacità di affrontare problemi concreti, quotidiani, che per importo o natura non giustificherebbero una causa civile, ma che per il cliente restano comunque rilevanti.

Una procedura più accessibile

Uno dei motivi per cui l’Arbitro Assicurativo rappresenta una novità significativa è l’accessibilità. La procedura è prevalentemente digitale, i costi sono contenuti e non è obbligatoria l’assistenza di un avvocato. Questo consente al cliente di far valere le proprie ragioni senza affrontare un percorso lungo, costoso e spesso scoraggiante.

Anche i tempi sono decisamente più brevi rispetto a quelli della giustizia ordinaria, un elemento tutt’altro che secondario quando si attende una liquidazione o una risposta definitiva.

Che valore hanno le decisioni

È importante essere chiari: le decisioni dell’Arbitro Assicurativo non sono sentenze. Tuttavia, nella pratica, hanno un peso significativo. Le imprese tendono ad adeguarsi alle decisioni assunte, anche in virtù dei principi di trasparenza e correttezza che regolano il settore.

Questo rende l’Arbitro uno strumento concreto, pur senza trasformarlo in una garanzia assoluta di esito favorevole.

Il ruolo dell’intermediario resta centrale

In tutto questo, il ruolo dell’intermediario non viene meno, anzi. Spesso è proprio il confronto preliminare con il proprio consulente assicurativo a evitare che una situazione degeneri in una controversia. Un reclamo ben impostato, una spiegazione puntuale delle clausole o una corretta gestione del rapporto con la compagnia possono fare la differenza.

L’Arbitro Assicurativo va quindi visto come una tutela ulteriore, non come un’alternativa al dialogo, ma come uno strumento da conoscere e utilizzare con consapevolezza quando le vie ordinarie non portano a una soluzione.

Essere informati per scegliere meglio

Sapere che esiste l’Arbitro Assicurativo significa essere più consapevoli dei propri diritti e delle possibilità a disposizione. Non per creare conflitti, ma per affrontare eventuali difficoltà con maggiore serenità, sapendo che il sistema assicurativo mette a disposizione strumenti pensati anche per il cliente.

In fondo, la tutela migliore nasce sempre dalla conoscenza e da un rapporto trasparente tra Assicurato, Intermediario e Compagnia.


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