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TERREMOTO E MUTUALITA'

All'indomani del terremoto, la domanda che sorge spontanea è come mai in Italia che si trova ad essere un paese ad alta sismicità, non si sia pensato a rendere obbligatoria l'assicurazione contro i sinistri catastrofali?  In realtà ci si è pensato, solo che il disegno di legge giace in Parlamento. Già nel 2013 La Repubblica titolava nell'edizione del 07 Luglio:  "Imprese, spunta la polizza obbligatoria contro il sisma" Sottotitolo: "Il progetto del governo. Vicari:possibile defiscalizzazione dei premi. L'ANIA apre." Articolo che aveva questo incipit: "Italiani popolo di terremotati. E abbandonati. Anche dallo Stato." L'articolo a firma di Agnese Ananasso, poteva benissimo fermarsi alla parola Stato.  E' successo qualcosa da allora ad oggi? No.  Intendiamoci la polizza contro il terremoto esiste, e si può fare. Molte Compagnie la fanno anche se con paletti, limiti di risarcimento, franchigie anche elevate ecc., ma si può ...

Se state andando in vacanza non lasciate a casa il certificato di assicurazione

In questi giorni più volte mi è stato chiesto se il tagliando di assicurazione dell'auto non va più esposto. La risposta è si, come ampiamente noto. Tuttavia bisogna fare attenzione al fatto che invece il Certificato di Assicurazione, che viene ancora emesso in formato cartaceo dalle Compagnie di Assicurazione, va sempre tenuto in macchina, e se vi recate all'estero anche la Carta Verde. Il consiglio però è quello di portare con sé una copia della polizza e il cedolino di quietanza del pagamento della stessa. Questo perché la Polizia Stradale per accertamento potrebbe chiedere al guidatore del veicolo non solo il Certificato di assicurazione.  Infatti l'Ivass con la Circolare N. 111471 del 01/06/2016 ha chiarito che per le autorità preposte alla circolazione stradale non è possibile effettuare il sequestro di un veicolo per la mancata copertura assicurativa verificata  solo "on line", ma i documenti cartacei che l'automobilista ha in macchina sono pre...

Sentenza Cassazione 06/05/2016 sulla Clausola Claims Made

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha chiarito che la clausola cosiddetta "Claims Made" nelle polizze di RC Professionale non è da considerarsi vessatoria. Nel contratto di Assicurazione per la Responsabilità Civile Professionale infatti la clausola "Claims Made" subordina l'operatività della copertura assicurativa, in merito alla retroattività (relativa al fatto illecito e alla denuncia dello stesso), alla vigenza di polizza. In altre parole se il reclamo fatto dal dannneggiato all'assicurato, viene denunciato entro il periodo di efficacia del contratto,  questo rientra in garanzia altrimenti no. Questa clausola per la sua particolarità ha sollevato diverse contestazioni, specie da quando è entrata in vigore l'obbligatorietà della copertura assicurativa per i Liberi Professionisti.  La Giurisprudenza  sulla validità e legittimità si è pronunciata più volte, creando una certa confusione di interpretazione della clausola. La Cassazione con quest...

Previdenza Complementare in Azienda: vantaggi per tutti.

L'Azienda che volesse offrire un premio a uno o più dipendenti ha due possibilità per farlo: 1. l'inserimento del benefit in busta paga, con tutti gli oneri fiscali e contributivi che ne conseguono sia per il dipendente che per l'azienda stessa. 2. versamento in un piano di previdenza complementare avente come aderente il lavoratore dipendente che abbia sottoscritto un piano di previdenza integrativa, anche su base individuale. In questo caso il vantaggio per l'Azienda è che sconta solo un contributo di solidarietà del 10%  a carico dell'Azienda stessa e a favore dell'INPS. Contributo che non è soggetto ad alcun gravame né fiscale né contributivo a carico del dipendente entro i limiti della normativa fiscale (5.164,57 Euro tra eventuale contributo del dipendente e contributo dell'Azienda). Il reddito da lavoro dipendente è costituito da  tutte le somme e i valori  in genere, percepiti nel periodo d'imposta a qualunque titolo, anche sotto forma ...

Le polizze Unit Linked

Quando si tratta di risparmio/investimento , normalmente le Compagnie Assicurative sono più orientate ad offrire alla propria clientela, prodotti sicuri come le polizze vita a capitale garantito o a rendimento garantito le quali in genere hanno come fondo una Gestione Separata che è appunto un fondo gestito dalla Compagnia che investe in prevalenza in Titoli di Stato e quindi per definizione sicuro, anche perché essendo a gestione separata, il fondo non è intaccabile da eventuali creditori della Compagnia, e quindi gode di una doppia garanzia.  Con la manovra Draghi del “Quantitative Easing” che ha portato i rendimenti dei Titoli di Stato a livello prossimo allo zero, le Compagnie Assicurative si stanno orientando verso prodotti alternativi da offrire alla propria clientela.  Se i Titoli di Stato sono in ribasso per contro la Borsa da un po' di tempo a questa parte sta facendo registrare dei buoni risultati.  Vedi link: https://www.agi.it/economia/notizi/euroz...

Welfare: Prevenzione per i Soci Reale Mutua Assicurazioni

La Reale Mutua Assicurazioni ha lanciato una campagna di prevenzione dedicata ai figli o nipoti di secondo grado dei Soci Assicurati che sono in età compresa fra i 5 ai 14 anni. A loro viene riservata tramite un Coupon che si può prenotare tramite le Agenzie sul territorio oppure loggandosi sul sito della Compagnia, la possibilità di svolgere una visita medica a scelta fra tre proposte, il tutto a carico della Compagnia. Il Socio dovrà recarsi presso le strutture Convenzionate per usufruire della visita gratuita scelta per il proprio figlio/nipote. L'iniziativa unica nel suo genere in Italia non è vincolata all'acquisto di polizze assicurative. Per saperne di più segui il link: http://www.realemutua.it/institutional/young-vips

Si allunga la vita e si accorciano le pensioni

A luglio il Ministero del Lavoro ha pubblicato i nuovi coefficienti per la pensione sulla base del montante contributivo.. Il Ministero ha operato un taglio ai coefficienti che in base all'età di ingresso variano da un minimo dell'1,35% ad un massimo del 2,5%. Sembrerebbe un taglio modesto ma se andiamo a vedere i tagli che sono stati fatti dalla riforma Dini del 1995 ad oggi scopriamo che si tratta di una sforbiciata del 12%. Il che significa in poche parole che rispetto ad un lavoratore che andava in pensione a 65 anni prima della riforma Dini, per avere grosso modo lo stesso assegno di quel lavoratore con i tagli che si sono susseguiti sin qui, si dovrà lavorare 4 anni in più. http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=jS4CXl9ORLLl2-Q9E5uYIw__.ntc-as2-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-07-06&atto.codiceRedazionale=15A05090&elenco30giorni=false Ma non è tutto. I coefficienti andranno a influenzare a...