Chi non ha visto un telefilm del Tenente Colombo? O letto un libro di Agatha Christie? I thriller ci piacciono e sono un genere sempre attuale. In questo genere di storie etichettate come "gialli" da noi e "noir" in Francia, se il colpevole non è il maggiordomo, di sicuro il movente potrebbe essere una polizza sulla vita. In genere un'ingente somma di danaro. Non a caso ho citato il Tenete Colombo e la Christie, infatti nei paesi anglosassoni la polizza sulla vita è una cosa molto comune.

Non è così da noi. Perché? I motivi sono diversi e nemmeno tutti consci alcuni forse sono inconsci. Come non pensare alla buona sorte, scommettere su di essa forse non porta bene. E noi siamo un popolo di superstiziosi. Ma anche la mancanza di cultura assicurativa forse, o l'idea che questo genere di polizze siano costose. Le Banche da un po' di anni a questa parte, hanno iniziato a richiedere per i mutui erogati l'attivazione contestuale di una polizza sulla vita a garanzia del mutuo stesso. E quindi visto che nel nostro paese l'acquisto della casa è una delle priorità familiari, anche le polizze sulla vita stanno iniziando ad essere più richieste. Magicamente se te lo richiede una banca anche se sei un incallito superstizioso finisci per assecondare la Banca, strano ma vero.
Ma cos'è una polizza sulla vita? La polizza sulla vita è appunto un contratto assicurativo che si stipula sulla propria vita. Si stabilisce un capitale da assicurare e sulla base del capitale assicurato, della durata contrattuale, dell'età dell'assicurato e dal suo stato di salute al momento della stipula del contratto si pagherà un determinato premio annuo. I parametri quindi sono: l'età, il capitale assicurato, la durata e lo stato di forma dell'assicurato stesso. Iniziamo dal primo l'età. Essendo un parametro importante da questo dipenderà anche il premio da pagare, e quindi maggiore sarà l'età dell'assicurato e più alto sarà il costo. L'età è soggetta a dei limiti non si può assicurare in genere una persona oltre una certa età che in genere sta intorno ai 74/ 75 anni.
Anche la somma assicurata va di pari passo, cioè maggiore sarà la cifra assicurata e maggiore sarà il premio della polizza. Anche qui ci son dei limiti diversi da Compagnia a Compagnia. Se la cifra richiesta è elevata la quotazione sarà fatta dalla Sede della Compagnia che potrebbe richiedere degli accertamenti sul patrimonio dell'Assicurato ecc.
Anche per la durata col crescere della stessa il costo varia. La massima durata per le polizze a puro rischio sulla vita in genere è di 25/30 anni. Ma questa dipende anche dall'età dell'Assicurato.
Sullo stato di forma dell'Assicurato essendo un parametro importante su cui si basa la polizza saremmo tentati di fare lo stesso ragionamento. Qui però si tratta di fare alcune valutazioni mediche. Per prima cosa si richiede all'interessato di compilare un questionario sanitario che ha lo scopo di valutare se il potenziale Assicurato ha o meno delle patologie in corso, o se ha sofferto di malattie in passato, se ha o meno qualche malformazione congenita, se ha subito interventi chirurgici e per cosa ecc. In caso ci siano delle risposte affermative a questo genere di domande, la Compagnia può richiedere un approfondimento dello stato di salute. A seconda della patologia potrebbe essere richiesto dalla Compagnia un esame specifico, o documentazioni come le cartelle cliniche ecc. In base alle valutazioni mediche potrebbe essere rifiutata la possibilità di fare la polizza oppure la polizza potrebbe essere emessa lo stesso ma con delle limitazioni. Nel caso invece le risposte alle domande siano negative allora si procede alla valutazione della polizza con un preventivo, sulla base dei dati forniti. Un parametro che è altrettanto importante ai fini della copertura è lo stato di fumatore o meno dell'assicurato. Per i fumatori è prevista generalmente una tariffa più onerosa. E' importante sottolineare che le dichiarazioni fatte al momento della stipula possono essere impugnate dall'Assicuratore in caso di dichiarazioni mendaci, o reticenti, inesatte ecc. la cosa può comportare la perdita parziale o totale alle prestazioni della polizza e la cessazione del rapporto contrattuale ai sensi del Codice Civile (art. 1892, 1893 e 1894).
La polizza sulla vita può essere stipulata anche da una persona diversa dall'Assicurato. Per esempio il Contraente cioè colui che materialmente stipula la polizza potrebbe essere il padre, l'assicurato potrebbe essere il figlio e il beneficiario il nipote. La polizza ha anche un importante vantaggio fiscale è detraibile. Inoltre le somme corrisposte dalla Compagnia non sono soggette all'imposta di successione e non entrano nell'asse ereditario.
Questa polizza può prevedere a seconda della Compagnia, anche la possibilità di qualche estensione di garanzia come ad esempio la Complementare infortuni, che aggiunge un capitale doppio o triplo a seconda della scelta in caso di decesso da infortunio, oppure la Complementare da Invalidità Permanente che aggiunge un capitale da invalidità permanente.
Chi potrebbe essere maggiormente interessato alla polizza sulla vita? Oltre a un mutuatario per i motivi sopraesposti, potrebbe essere interessato chiunque abbia a cuore una persona, oppure i Soci di una Società per tutelare il capitale sociale, o ancora il Capofamiglia. Nei paesi anglosassoni è normale fra i coniugi fare una polizza sulla vita uno a favore dell'altra e viceversa. Da noi non è così diffusa ma sta iniziando a diventare anche qui normale tutelare la propria famiglia, specie se ci sono figli a carico, mutui, prestiti o altre uscite importanti.
I Liberi Professionisti e in genere i lavoratori hanno anche una tutela da parte delle Casse Previdenziali o dell'INPS, purtroppo però la tutela in questi casi è davvero scarsa e non sufficiente a garantire i superstiti, dalla mancanza di una delle fonti di reddito principali. Di conseguenza è necessario affiancare a quanto previsto dai vari ordinamenti professionali, una polizza sulla vita.
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